Come innovare il lavoro di operatore turistico

Questo articolo fa parte della rubrica “storie di innovazione”: uno dei contenuti extra diDa grande farò l’innovatore

COME INNOVARE IL LAVORO DI OPERATORE TURISTICO

La storia di innovazione di Sylvie Scala che ci racconta della sua attività di esperta di turismo esperienziale

Per me il turismo è un amore che dura da almeno 20 anni. Nel 1999 (appena diciottenne), infatti, ho iniziato a fare un lavoro straordinario: l’animatore turistico, lavoro che ha segnato i miei mesi estivi fino al 2008.

Ora, con la mia famiglia, gestisco una piccola attività ricettiva nel cuore dell’Umbria, per la precisione a San Gemini. Ovviamente anche lì cerco di attuare tutte le regole del buon innovatore. Insomma il Casale Molinelle è la mia personale palestra dell’innovatore.

Proprio per questo motivo mi piace rimanere sempre molto aggiornato su tutte le nuove tendenze del turismo, cercando di capire come essere sempre pronto al cambiamento che in questo settore si fa sentire anche di più che in altri.

Durante questa mia opera di aggiornamento costante ho conosciuto Sylvie Scala e grazie a lei ho finalmente capito che cos’è il “turismo esperienziale”

Sylvie Scala | Esperta di turismo esperienziale

“L’esperienza é la carta vincente per la vendita dei propri prodotti o servizi!!!”

Sono consulente e formatore turistico e nel marketing digitale. Il mio lavoro è quello di aiutare le imprese turistiche a migliorare il loro fatturato.

Ho iniziato a lavorare nel turismo nel 2003, subito dopo essermi diplomata proprio in questo settore. Questo lavoro l’ho scelto forse già durante l’infanzia quando per necessità familiari ho viaggiato molto e mi sono confrontata con usanze, dialetti e culture diverse.

Negli ultimi anni ho deciso di specializzarmi nel turismo esperienziale; poi grazie ad un Master Regionale di perfezionamento ho conosciuto Artes: i pionieri in Italia di questo trend.

Che cos’è Artès?

Artès è un tour operator specializzato nel turismo esperienziale. Con questo termine si indica una formula nella quale il turista è chiamato a vivere in prima persona una trama. In alcuni casi può diventare il protagonista di un intreccio narrativo che si svolge sul palcoscenico del territorio.

Grazie a questo nuovo modo di erogare esperienze turistiche, e alla collaborazione degli Operatori per il turismo esperienziale, il viaggiatore farà un’esperienza di vita unica e irripetibile.

Quindi organizzare un giro a cavallo non è “turismo esperienziale”?

Effettivamente mi accorgo sempre di più che si fa molta confusione e questo perché il termine “esperienziale” è spesso abusato. Attività come degustazioni, tour enogastronomici, attività culturali o outdoor vengono definite “turismo esperienziale”.

Se ci fermassimo al significato letterale del termine potrebbero anche esserlo, ma se invece vogliamo far riferimento all’attuale domanda di mercato la risposta è: NO!

Il mercato turistico “esperienziale” si riferisce a tutt’altro tipo di domanda, ossia a quella voglia dei turisti di relazionarsi maggiormente con i “locals” e di immergersi completamente in un territorio sentendosi parte di esso.

Come si costruisce un’offerta esperienziale?

Artes Incoming ha studiato una formula vincente e ripetibile. Essa prevede alcuni “ingredienti” indispensabili e un format utile nella costruzione del prodotto esperienziale:

  • Il primo è legare l’attività a qualcosa avvenuto solo in un determinato luogo-territorio;
  • Il secondo è legarla alla passione dell’individuo che dovrà erogare il servizio, che crea emozione attraverso la condivisione;
  • Il terzo è la formula innovativa STORYLIVING, che si basa su una metodologia dove il turista diventa protagonista di una “Storia da Vivere Insieme”.

Un esempio?

Con un mio cliente di Jesolo abbiamo deciso di far conoscere e vivere ai suoi ospiti questo territorio oltre quelli che sono i soliti clichè, cioè la vastità della spiaggia e la movida serale.

Così insieme abbiamo costruito:“Le streghe e i Marinai di Cortellazzo”

Si tratta di un’esperienza che permette ai turisti di scoprire questa leggenda legata alla piena del Piave del 1683. Insieme a delle guide i turisti si recano nei campi di Cortellazzo e qui imparano a raccogliere e distinguere fiori ed erbe spontanee e in più interpretano i personaggi rivivendo la storia che quella leggenda narra.

Qual è il tuo obiettivo?

Il mio obiettivo è quello di aiutare le strutture ricettive singole o consorziate in qualche modo a distinguersi dalla massa offrendo un prodotto unico, irripetibile e perché no indimenticabile.

Così facendo possono aumentare i loro guadagni in tre modi:

  • Differenziando i canali di vendita e facendo crescere anche le vendite dirette;
  • aumentando il tempo di soggiorno medio per prenotazione;
  • promuovendo il passaparola e il ritorno degli ospiti;
  • differenziandosi dalla concorrenza.

In conclusione

Parlare con Sylvie è stato particolarmente piacevole perché trasmette tutta la passione per il suo lavoro e tutta la professionalità che ha maturato in questi anni di lavoro.

Personalmente mi ha colpito perché le sue parole mi hanno fatto ripensare al Seth Godin e al suo bestseller “La mucca viola”.

“Oggi il marketing è l’atto stesso di inventare il prodotto, l’attività di progettarlo, la capacità di produrlo, l’arte di definirne il prezzo, la tecnica impiegata per venderlo.”

Sylvie fa tutto questo rispettando un altro pilastro dell’innovazione e della “Mucca viola” cioè trovare una nicchia di mercato e distinguersi dalla massa.

Complimenti Sylvie e Buon Lavoro!

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